Progetto Isidem

Scicli - Siracusa - La Valletta (Malta)

Progetto Isidem
Ideato da Salvatore Lacagnia e Gianluca Collica

Resident artist: Duncan Marquiss, Sancho Silva, Artur Żmijewski.

Progetto Isidem Scicli
Artisti: DUNCAN MARQUISS (Resident Artist) ERNESTO ASSENZA, ILDE BARONE, ORAZIO BATTAGLIA, MONIA BERTI, ANNAMARIA DI GIACOMO, GUGLIELMO MANENTI, CARMELA SATURNINO, ANGELO SPINA, ORIANA TABACCO, SASHA VINCI.

"Rats in the Basement"
Palazzo Spadaro - Scicli

A cura di Emanuela Nobile Mino.

“Rats in the Basement è la mostra - inaugurata il 22 marzo del 2007 - che presenta i lavori degli artisti siciliani che hanno partecipato a Isidem Workshop di Scicli. Il Workshop è stato guidato dall’artista scozzese Duncan Marquiss e si è tenuto presso la chiesa di San Vito nel novembre 2006. L’iniziativa rientra nell’ambito di Isidem, progetto di valorizzazione del patrimonio storico siciliano e maltese attraverso l’arte contemporanea. Isidem Workshop si è basato su un costante scambio dialettico tra i giovani artisti siciliani e l’artista scozzese, che ha portato a diversi spunti di discussione: il rapporto tra intervento artistico e contesto sociale, quindi l’impatto che l’opera può avere in ambiti culturalmente distinti; le difficoltà di “fare arte” in località periferiche rispetto al panorama artistico internazionale; le fonti di ispirazione o i riferimenti presenti nelle ricerche dei giovani artisti, ovvero l’osservazione critica di opere rappresentative di artisti noti e riconosciuti a livello mondiale (Bas Jan Ader, Dan Graham, David Thorpe, Jeremy Deller, Marcel Duchamp, Fuellerton, Philip Guston). “Rats in the Basement” (ratti nelle fondamenta) è il titolo che Duncan Marquiss e la curatrice Emanuela Nobile Mino hanno scelto per la mostra di fine workshop. Il titolo, volutamente ironico, fa riferimento, da un lato, all’energia e al fermento che anima gli spiriti e le indagini dei giovani artisti protagonisti del progetto, dall’altro, allude al disagio espresso durante gli incontri da parte degli artisti stessi che sentono di appartenere ad una comunità parallela, defilata, sotterranea. «La mostra si configura come un ulteriore esercizio di Isidem Workshop, chiamando gli artisti a “venire allo scoperto” e riflettere sulle modalità più idonee di proporre il proprio lavoro, tenendo conto di una serie di fattori e di limiti: la relazione con Palazzo Spadaro, lo spazio storico che ospita l’esposizione; il rapporto con il lavoro dei propri colleghi che espongono nella stessa mostra; il confronto con il territorio e, non ultimo, il modo in cui le opere si collocano all’interno del contesto internazionale, per poter sviluppare la consapevolezza di quali siano oggi le direzioni artistiche che un preciso momento storico suggerisce e con cui un artista, nell’atto di esporre, entra inevitabilmente in comunicazione» ha dichiarato Duncan Marquiss.