CLANG

Intervista / Sasha Vinci / Direttore Artistico di CLANG

Luogo d’arte, di ricerca, di partecipazione e innovazione. Questo è CLANG, spazio polifunzionale dedicato all'arte contemporanea nato a Scicli (Rg) nel dicembre dello scorso anno. In questa intervista Sasha Vinci, artista e direttore artistico di CLANG, ci racconta premesse e programmi di questo ambizioso progetto.

di Giovanni Scucces


Spazio polifunzionale dedicato all'arte contemporanea nelle sue svariate forme espressive, CLANG nasce a Scicli (Rg) nel dicembre dello scorso anno. Attraverso un concept camaleontico, fra una project room e una galleria, in questi pochi mesi di vita ha già saputo dimostrare di essere una realtà effervescente e di voler ricoprire un ruolo di rilievo all'interno del panorama artistico siciliano e non. Diverse, infatti, sono le iniziative all'attivo che hanno coinvolto il territorio attraverso il lavoro di artisti nazionali e internazionali. Così, abbiamo deciso di approfondire la questione rivolgendo alcune domande a Sasha Vinci, artista e direttore artistico di CLANG.


Clang… Come definiresti questo spazio? E perché la scelta di questo nome?

CLANG è un concetto, un'idea immaginata divenuta reale, un'azione di cambiamento che osserva e attraversa le diverse parti della realtà contemporanea.
CLANG è anche uno spazio indipendente, un luogo di ricerca per le arti, una cassa di risonanza in cui sperimentare creatività che nasce e prende forma da una vibrazione. Dal ferro percosso, un suono si espande per creare visioni artistiche.


Raccontaci com’è nato il progetto? Da chi è partita l’iniziativa? E come mai Scicli?

Da diversi anni il mio impegno è rivolto allo sviluppo e alla promozione dell'arte contemporanea in Sicilia. Nel 2008 ho scelto volontariamente di ritornare a Scicli per immaginare nuove possibilità da offrire al mio territorio, alla mia città. Il 10 marzo del 2008 ho fondato l'Associazione Culturale Indipendente PASS/O, da allora il mio lavoro è stato costante, un impegno per Scicli e la Sicilia.
In questi anni ho avuto il piacere e la fortuna di aver incrociato diversi artisti, professionisti, persone con cui confrontarsi, condividere idee, progetti, creare collaborazioni.
Nell'ottobre del 2012 avviene un grande cambiamento, l'Associazione Culturale Indipendente PASS/O e l'impresa s.r.l. DEARTE, condividendo valori, ideali e visioni artistiche si uniscono in una partnership che ha portato alla nascita di CLANG, che rappresenta la combinazione equilibrata delle due realtà con natura giuridica differente, un nuovo modello in cui sperimentare nuove forme di cultura legate alle logiche dell'impresa, per generare idee e valore.
CLANG risponde ad un gruppo di giovani professionisti che vogliono immaginare e costruire un futuro nella propria terra: Francesca Vinci Mortillaro (Coordinamento CLANG), Martina Tolaro (Redazione CLANG), Silvia Tolaro (Comunicazione CLANG) e Sasha Vinci (Direzione Artistica CLANG). Un incontro che nasce soprattutto da uno scambio di idee tra due “famiglie”, quattro giovani che, supportandosi l’uno con l’altro, in un rapporto fraterno, hanno voglia di lavorare insieme per creare qualcosa di grande: <> come direbbe Martina.


Sin dalle prime battute, è parsa forte la voglia di coinvolgere la città attraverso iniziative che hanno avuto luogo anche all’interno di istituzioni pubbliche ed ecclesiastiche. Da cosa è scaturita questa scelta? In estrema sintesi, vuoi illustrarci i progetti di cui siete stati promotori?

Per l'evento ideato in occasione dell'inaugurazione di CLANG dal titolo "Crossing Over - Frequenze di ricombinazione" ho scritto che il fondamento della ricerca intellettuale e culturale è l’incrocio generativo fra differenti linguaggi. Un'interferenza che genera la diversità.
L'intento di CLANG è quello di coinvolgere tutti gli aspetti che animano la vita sociale, per creare un'azione culturale all'interno di un sistema interdisciplinare ampio. Per questo motivo i nostri progetti coinvolgono e si proiettano in differenti spazi: chiese, atri comunali, palazzi storici, case private e tutto il tessuto urbano diventano luoghi in cui innestare e sperimentare l'arte contemporanea, per creare attraverso il meccanismo della combinazione/contaminazione una performance culturale.
"COSA VEDI?", la performance urbana realizzata lo scorso 17 marzo 2013, ha espresso questa volontà, dar vita ad "un viaggio nello spazio cittadino di Scicli, per osservare un mondo fatto di voci, sguardi, dialetti, usanze, strade, monumenti, piazze ed ancora colori, odori ed emozioni".
Altro evento che ha avuto un respiro internazionale è stato DISCIPULOS, a cura di Antonio Arévalo, in cui sei artisti nazionali ed internazionali hanno interpretato in chiave contemporanea le trame simboliche di una tela barocca raffigurante il Cristo di Burgos. Il passato che osserva in volto il presente, la contemporaneità. Nel progetto DISCIPULOS era presente anche un'opera di Regina José Galindo & David Perez Karmadavis.
Attualmente nelle project room di CLANG è in corso HABITAT#1, la prima residenza in cui è stata invitata la promettente artista Rebecca Agnes. Il progetto è a cura di Zara Audiello, giovane curatrice che vive e lavora a Belgrado.


Quali sono i vostri ambiti di ricerca? E i vostri obiettivi?

In CLANG, innovazione e qualità si fondono in uno scenario artistico che punta sulla collaborazione e sul far rete con altre realtà indipendenti locali, nazionali e internazionali.
Il programma annuale verte su tre aspetti culturali: la promozione del territorio e le tematiche sociali; le residenze d’artista; i progetti per il rinnovo e la ricerca di nuovi linguaggi dell’arte contemporanea.
Il primo aspetto, che prende il nome di URBAN, riguarda tutti quei progetti, installazioni, site specific e performance, che irrompono e si svolgono nel tessuto urbano e che portano con sé tematiche attuali.
Il secondo, HABITAT, riguarda l’ospitare e l’accogliere artisti contemporanei, curatori e personalità creative appartenenti al mondo culturale, per collaborare con essi e realizzare insieme nuove visioni e progetti.
Il terzo invece, chiamato SPECIAL PROJECT, tratta la realizzazione di progetti che partono dal bisogno di un rinnovo artistico seguendo specifiche tematiche contemporanee elaborate da CLANG e condivisibili con una ampia rete di organizzazioni no-profit.
CLANG, attraverso una programmazione continua, aspira ad essere nel tempo un punto di riferimento ed emissione dal quale molteplici esperienze creative trovano risonanza.


Ok, l’arte per forza di cose è, e deve essere, “global”. Ma credo sia pure giusto e doveroso non trascurare il luogo in cui si opera. Come avete intenzione di relazionarvi rispetto a esso? E con gli artisti siciliani?

Da tempo ho iniziato a percepire la Sicilia non più come periferia, ma come centro, punto di mezzo del mediterraneo. Una terra energica, vivace, sensibile, a volte violenta, animata da una luce che permea tutto; un ampio contenitore culturale che ancora deve esprimere il suo vero potenziale, deve iniziare a immaginare un differente futuro.
L'interesse per la nostra isola è di creare connessioni fra le diverse realtà nazionali ed internazionali, vogliamo osservare, percepire il locale e viverlo con logiche globali; la scelta degli artisti, curatori, professionisti coinvolti nei progetti ad oggi realizzati lo dimostra.
Gli artisti siciliani che si confrontano con dialettiche contemporanee avranno un ruolo di primo piano all'interno di CLANG.


Anticipazioni sui prossimi progetti? Cosa bolle in pentola per i mesi a venire?

Diverse idee si trasformano in progetti, abbiamo già realizzato un'ampia programmazione per l'anno in corso e parte del 2014 ... ma, niente anticipazioni, ogni progetto deve essere un fatto inaspettato, imprevedibile.
La curiosità è la scintilla per creare concetti.