La terra dei fiori / Performance

Reggia di Caserta
20 maggio 2017

Le immagini e i video raccontano la performance che Vinci/Galesi hanno realizzato, insieme a due gruppi di bardatori di Scicli e a uno stallone frisone nero, a partire dai giardini del palazzo. Vestiti di un mantello realizzato con la tecnica tradizionale dell’infiorata di Scicli (città dai quali essi provengono) adornato di fiori coltivati nella terra dei fuochi, gli artisti sono entrati nella Reggia attraverso il porticato a cannocchiale e poi sono saliti al piano nobile attraverso il maestoso scalone centrale della residenza. Qui, tra le colonne del vestibolo, si sono chinati lasciando simbolicamente in dote al luogo il mantello costituito da ciò che di buono quella terra produce.
La performance suggerisce, in forma simbolica, le potenzialità mimetiche e metamorfiche insite nell’elemento floreale. La bellezza semplice ed umile delle gerbere e dei crisantemi coltivati nella terra dei fuochi alimenta infatti la possibilità di una reazione al decadimento morale ed ambientale di un territorio. Essa incarna la possibilità del ribaltamento della condizione presente, la ribellione ad una circostanza in cui pareva prima impossibile anche solo immaginare una via d’uscita.

Nel progetto La terra dei fiori il fiore è un dispositivo politico che l’arte può impiegare come esempio di riscatto, di ribaltamento dello status quo, di una via percorribile che l’arte deve stimolare ad immaginare. Testimoniando anche come dall’estremo abbandono sia possibile far germinare onestà e dignità.

Il duo Vinci/Galesi nasce dal sodalizio fra Sasha Vinci e Maria Grazia Galesi. Centrale nella loro pratica artistica è l’impiego del fiore, che viene utilizzato come entità effimera destinata ad un veloce disfacimento. L’elemento floreale è nel loro lavoro fattore riparatorio, simbolo di rinascita che si fa carico delle mancanze dell’uomo e porta omaggio là dove c’è abbandono e negligenza morale. Al lavoro artistico il duo Vinci/Galesi affianca quello di organizzatori culturali con particolare attenzione alla riattivazione di spazi urbani dimenticati.