Seshesh


Dalla sintesi di tre simboli, il Pesce, la Spada, la Luce e dal ritmo del Sistro, un suono indeterminato senza una precisa connotazione tonale, emerge l'opera.
Seshesh, un suono onomatopeico che agisce come un richiamo alla collettività e al libero pensiero, affinché la società contemporanea intorpidita e distratta non ceda al sonno della ragione.
Le vibrazioni del sistro e la testa mozzata di un pesce spada, diventano i protagonisti di un'opera che diventa un canto alla trasfigurazione, un racconto del passaggio-viaggio da uno stadio ad un'altro dell'esistente; dall'ombra, tende e si proietta verso la luce, per "tagliare", "fendere" le tenebre e il silenzio dell'ignoranza, assumendo la dualità dei simboli che rappresenta: costruttiva-distruttiva, maschile-femminile, luce-ombra,

IL SISTRO
Il suono del sistro ha il potere di smuovere, di scuotere e risvegliare ogni cosa, tenendo in movimento ogni singola particella di materia, per evitare che la natura cessi di esistere.

IL PESCE-SPADA
La testa del pesce spada emerge dai ricordi passati dell'infanzia, dalle tradizioni culturali della mia terra, un archetipo di forza e di giustizia che si ritrova in tutte le culture.
Il pesce e la sua spada rappresentano la luce in potenza, essere illuminati.
Nel magma fertile in cui la vita ha avuto origine il pesce vive, quello che Anassimandro considera come progenitore dell’umanità.