Præsideo Prologo

Art Verona Independents 3 - Verona
18 ottobre / 21 ottobre 2012

Autori
Sasha Vinci
Daniele Marranca

A cura di Pass/o

PRESIDIARE
Se l’assenza dei beni comuni è assenza di luogo e di comunità, l’arte è lo strumento per trasformare l’impossibile in ammissibile e auspicabile, la realtà in nuove visioni costruite su un’idea eco-logica dei rapporti fra gli uomini e la realtà.

Tutti abbiamo un ruolo e una responsabilità all’interno del percorso di evoluzione sociale. Tutti abbiamo il dovere di entrare nel merito, e ragione per farlo.

In questo momento buona parte della società civile vive forti disagi, ai quali si aggiunge la frustrazione del non potere o sapere reagire con efficacia.

Chiunque si riconosca di robusta coscienza, ha il dovere morale di essere presente dove le cose accadono o possono accadere.

Chi è governato non ha meno responsabilità di chi governa, chi è giusto o virtuoso non meno di chi non può essere definito tale.

Consapevole delle conseguenze derivanti dalle proprie scelte, accogliamo l’uomo disposto al dialogo, affinché possa stemperare le asprezze e armonizzare le energie.

Abbracciamo le nostre opere solide, presidio di coscienza, lealtà e ragionevolezza. Assunzione di responsabilità esposta al giudizio pubblico.

Oggi noi siamo gruppo di pietre che si sostengono.

PRÆSIDEO - IL PROGETTO

LA COSTRUZIONE
Per delimitare l'area del PRÆSIDEO i due autori tracciano a terra le due figure geometriche fondamentali: il cerchio e il quadrato.
I quattro lati del quadrato localizzano l’area del PRÆSIDEO.

Lo spazio esterno al quadrato la realtà, il tempo percepito.
Lo spazio interno un luogo inviolabile.

Lungo il perimetro del PRÆSIDEO vengono installate le opere: dei solidi in cemento che rappresentano il capo, l’intelligenza, il sapere, l’identità dell’individuo che afferma la sua volontà di essere ed esistere.

Singoli elementi disposti in relazione e contatto fra loro, per generare una massa critica, un unico volume solido e compatto.

È così che PRÆSIDEO diventa un'architettura che evoca l’edificio cosmico.

IL CERCHIO E IL QUADRATO
L’uomo è un essere sospeso fra lo spazio e il tempo.

Il cerchio e il quadrato sono due figure geometriche fondamentali, rappresentano i due aspetti basilari: l’unità invisibile (cerchio) e la manifestazione visibile (quadrato).

Il cerchio esprime, simbolicamente, l’unità ideale, riproduce il movimento circolare che è considerato immutabile, perfetto, senza inizio, senza fine, senza variazione.
È tempo ciclico come una successione continua di istanti identici, infiniti e universali.

Il quadrato è la manifestazione dell'invisibile, rappresenta lo spazio, l’elemento terrestre, l’universo creato.
Simbolo di solidificazione, stabilizzazione, squadratura della materia, ovvero la regolarizzazione di quanto per sua natura sarebbe rimasto informe e caotico.
È immagine di definizione e delimitazione.

Se il cerchio è perfetto, il quadrato è giusto, simbolo della giustizia, della legge, come normatività interiore, codice esteriore, ordine concettuale.

Il quadrato diventa così il fondamento di PRÆSIDEO, una figura geometrica attiva e vibrante, perché ha un cuore irrazionale, di fuoco inestinguibile.

RITRATTO
Il ritratto in PRÆSIDEO è la prima istantanea delle identità, schiuse attraverso la sperimentazione del segno ingabbiato in confini che emulano il volto nelle sue due dimensioni reali. Un’impronta impressa nella vista e regolata dalle analogie.
I tratti riconoscibili lasceranno spazio alla forma puramente simbolica del solido che circoscriverà ogni rappresentazione figurativa.

SOLIDI
Le opere saranno realizzate misurando, con un compasso curvo, altezza, larghezza e profondità del capo di ciascun partecipante al progetto. Le tre dimensioni daranno vita ad un volume compatto che afferma l’identità dell’individuo, il proprio impegno civile e culturale.

Così l’intelletto diventa pietra, la pietra memoria intima, collettiva, universale e sonora.

CEMENTO
Ceménto s. m. [lat. caementum, in origine «rottame (da impastare con calce)», poi «materia cementante, sorta di calcestruzzo», der. di caedĕre «tagliare, spezzare»].

Sostanza che, interposta fra altri corpi, è atta a riunirli saldamente fra loro.

fonte: Treccani.it

Elemento che unisce, rafforza, consolida un vincolo, un ideale.

Conosciuto già al tempo dei romani e degli antichi egizi, il cemento trae le sue origini dalla terra e dal fuoco è un prodotto realizzato con materie prime naturali, quali il calcare e argilla con aggiunta di sabbia. Ha contribuito in maniera rilevante a migliorare la vita dell’uomo, consentendo di creare pietre di qualunque forma e dimensione, di superare i limiti imposti dalla natura.

COMPASSO
Il compasso è armonia, simbolo dell'ampiezza del pensiero, dell'apertura mentale, sostanza immateriale, in grado di poter condizionare la materia, coglierne la forma.
È misura nella ricerca.

In PRAESIDIO il compasso ha la forma di un ovale: un uovo, simbolo di principio, la perfetta totalità del cosmo, segno premonitore per svelare l'arcano.

L’uovo compasso, dapprima si presenta nella sua forma embrionale, chiusa, indivisa, non ancora dispiegata, successivamente quella forma viene infranta, il compasso si apre al mondo, come se si schiudesse alla creazione della materia, compiendo un atto generativo per rivelare l'essenza delle persone, svelare la loro misura fisica.

Aprire il compasso è come infrangere il guscio dell’ignoranza, per proiettarsi verso molteplici identità.

ACCIAIO
Il materiale costitutivo del compasso è l’acciaio, lega metallica dalle note proprietà fisiche e meccaniche, simbolo di progresso, forza e resistenza che deve il suo carattere alla giusta combinazione delle sue componenti.