Crisi

Atrio del Comune di Scicli
01 novembre / 03 novembre 2013

Nell'attuale società ci distinguiamo non per i successi ottenuti nell'innovazione culturale, ma per l'affermazione e la divulgazione continua e costante della parola "crisi", che coincide con la parola "controllo", controllo degli spazi, controllo delle istituzioni, dell'economia, dell'intelligenza.
L'uomo contemporaneo vive un appiattimento sul presente che annulla la percezione di un possibile futuro; un'era in cui si assiste alla lenta decadenza dei valori morali.
L'individuo è immerso in uno stato di disorganicità e incertezza, un panorama sociale e politico instabile e pericoloso.

Il termine "crisi" originariamente indicava la separazione, dal verbo greco κρίνω - separare, in riferimento alla trebbiatura, cioè all’attività conclusiva nella raccolta del grano, consistente nella divisione della granella del frumento dalla paglia e dalla pula.
Oggi la parola "crisi" dal suo significato originario, che rimandava alla realtà concreta delle cose (la cernita del grano durante la trebbiatura), è passata ad indicare una condizione prettamente negativa che riguarda un deterioramento, un turbamento, una incrinatura e uno sconvolgimento di un certo status quo.

Crisi, ideata e realizzata da Sasha Vinci & Maria Grazia Galesi è un'opera che denuncia all'appiattimento intellettuale e culturale della società, un'installazione che interroga l'uomo contemporaneo sulla propria condizione esistenziale, incitandolo verso una presa di coscienza per affrontare il tempo in modo libero e indipendente.

Il pane di nero cemento
Il pane è il cibo per eccellenza, qualcosa che è dovuto a tutti; offrirlo ad altri è indice di necessità soddisfatte, di sicurezza, di speranza, di generosità; è l’elemento "indispensabile" dell’alimentazione, nutriente ed essenziale, prodotto dal lavoro dell'uomo attraverso una serie di gesti, che hanno un loro aspetto rituale e che si perpetuano fin dall’antichità.
Il pane è simbolo di sicurezza economica, di solidità, di stabilità; é legato alla quotidianità della vita, al suo aspetto più semplice ed essenziale, al lavoro ed all’operosità.
Nell'opera Crisi il "pane nero" realizzato in cemento, subisce una trasformazione, viene alterato il suo significato per rappresentare il disagio nella vita, l'impossibilità di poter sostenere e "nutrire" i propri bisogni.

Sasha Vinci & Maria Grazia Galesi con quest'opera, comunicano un segnale di mancata sicurezza, d'instabilità, d'incertezza, l'assenza di basi solide per immaginare e costruire un futuro. Una riflessione sul senso d’inferiorità e di esclusione che l'individuo vive all'interno del sistema sociale.
L'opera esprime il bisogno di compiere una scelta, il desiderio di emergere dall'attuale situazione di stasi per appropriarsi dello spazio e reclamare un ruolo preciso nella società.